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Andrea
Solmi
Maschio
La mia passione per Ghostbusters

”Salve, io sono Andrea. Lei di dov’è? Cioè, di dov’era?”

Sono nato a Ferrara il 2 Febbraio 1970, roba che nemmeno Bill Murray sa che cosa voglia dire festeggiare il compleanno il Giorno della Marmotta! Si può dire che nell’infanzia sia cresciuto a pane e mortadella e insalate di matematica. Mentre negli allora economici cinema uscivano film su film di fantascienza, i nuovi di Guerre Stellari, Alien, Star Trek, e le retrospettive di Gamera, Spaceman, UFO-Shadow e lo 007 di Connery (il Bond dell’epoca aveva il sorrisino ironico e un po’ troppo distaccato di Moore), in tv arrivavano i primi robottoni giapponesi: era assolutamente necessario che fossero ricreati sul pavimento della mia cameretta con i Lego. Cominciava così la mia passione per costruire, disegnare, creare.

Ovvio che finissi con il diventare Maestro d’Arte.

Uscito dalla Maturità, entrai (nell’ordine): 1, negli Alpini; 2, ad Architettura; 3, nello Star Trek Italian Club.

Adoro la fantascienza classica, le commedie come più non si fanno (Danny Kaye, Lewis & Martin, Brooks, Totò, Sordi…), l’arte, l’estetica steampunk, lavorare il legno, la storia e la cucina medievale, cucinare in genere. Insomma, tutto quello che mi permette di creare per sognare.

Con i parenti e il cuore nella mia città estense, la ragazza e il domicilio a Modena, il lavoro in uno studio tecnico di Milano, la mia vita è in continuo movimento come le luci del ciclotrone dello zaino protonico!

Quando il film uscì al cinema, me ne innamorai subito, anche se all’epoca non sapevo apprezzare l’ironia e la guasconeria di Venkman. Per me uno scienziato doveva essere come Spengler: la fantascienza è roba seria. Fu comunque una vera rivoluzione. Un film di fantascienza che si mescolava con il sovrannaturale e la commedia! Appena pochi mesi dopo l’uscita nelle sale, si tenne una festa di carnevale a scuola. Ero al primo anno delle Medie Superiori. Senza foto di riferimento, senza soldi (oggi si dice “budget”), dovevo essere un Acchiappafantasmi ad ogni costo! Mi arrangiai con una banale tuta da ginnastica grigia, stivaloni di gomma (da pescatore) e un “magnifico” fustone di detersivo da lavatrice modificato con qualche colore, un paio di ammennicoli e due bretelle, a imitare lo zaino protonico. Ammetto di essere un po’ freddo nei confronti di Ghostbusters II. Tolte le scene del tribunale e della sotterranea, il resto è sottotono, con lo zuccherino marshmallow sostituito dal zuccheroso buonismo, personaggi sviliti o macchiettati e il tutto condito da una pessima colonna sonora. Ammetto anche di non aver mai visto i Real Ghostbusters: avevo già finito di guardare i cartoni animati… E che dire dei “videogiochi”? Non ci ho mai giocato, sostanzialmente per mancanza di tempo. Non per niente, lo zaino protonico e il circuito da cintura, che ho costruito in diversi mesi di lavoro fine settimanale, sono modello GB1. Insomma, anche se attendo con ansia il terzo capitolo di cui si favoleggia sui giornali e nel fandom, sono un Acchiappafantasmi per colpa del solo “Ghostbusters”. Ed è una passione che cresce sempre più, specie dopo aver conosciuto i fantastici ragazzi di Ghostbusters Italia!
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