
Siamo qui con Vanessa Capitini una bravissima artista che con il suo artigianato dedicato ai diorami sa riportarci a scene iconiche di film e spaccati della cultura pop.
Cara Vanessa, bentrovata, sei sempre pronta a stupirci con progetti legati al franchise Ghostbusters ma prima di scoprire la tua opera raccontaci come stai e l’evoluzione del tuo lavoro di artigianato che ora ha un suo show-room giusto?
Ciao Simo, grazie per questa bella opportunità, ci tengo a ringraziare anche le altre persone che ahimè non conosco ma che la corano a questo bellissimo progetto che è ghostbusters Italia. Si esatto da circa un anno e mezzo ho uno showroom tutto mio con annessi I laboratori, infatti era uno dei miei sogni (ne avevo parlato con te), poter avere uno spazio espositivo e uno spazio dove poter insegnare l’arte del Diorama e delle scenografie.
Torniamo al tuo ultimo progetto dedicato ad una delle scene iconiche della pellicola Ghostbusters del 1984… raccontaci come é nata l’idea?
Per me Slimer é un personaggio fondamentale, se penso ai Ghostbusters, penso a lui, io li vedo tutti e 5come un’unica entità. Quella scena del film l’ho trovata geniale perché ottima per presentarci le caratteristiche del nostro fantasmino verde e stupenda per la location. Ho un fetish per questi alberghi lussuosi. Anni Che prototipo la scena ma non mi sono mai convinta a farla perché non mi piaceva abbastanza il mio lavoro durante i work in progress. Poi è arrivata la svolta sono stata in viaggio di nozze negli States e toccando con mano alcune strutture ricettive ho potuto meglio rendermi conto (ad esempio usano tanto legno per le decorazioni e per le pareti stesse), mi sono sbloccata diciamo.
Cosa ti piace di più di questa scena nel film?
Mi piace il fatto che devastino tutto pur di catturarlo, tanta bellezza (quella strutturale dell’albergo intendo) quasi rasa al suolo e adoro i dialoghi (“mi ha smerdato” cit.)
Immaginiamo che realizzare un diorama del genere richieda molta ricerca, che tipo di approccio hai adottato per trasportare i dettagli nel diorama?
Ho stampato ogni frame della scena per cercare di avvicinarmi quanto più possibile ad una riproduzione fedele, volevo si capisse subito anche senza inserire i personaggi. Ho creato i fregi più e più volte finché non mi sono detta “hei ci siamo”. Non tutto mi riesce bene, ho sprecato tanta stoffa oro per cercare di replicare le tende della finestra posta in fondo al corridoio, ma non sono stata in grado di farle come volessi. Prima quando la mia mamma era in vita si occupava lei della parte diciamo sartoriale , ora mi affido ad un sarto ma non sempre riesce a riprodurmi (come io vorrei) le pieghe delle tende che vedo nei film. Quindi preferisco omettere dei particolari quando questi non riesco a replicarlo come desidero.
Quali materiali hai utilizzato per ricreare l’iconico Sedgewick Hotel?
Ho usato prevalentemente legno, ovviamente ho disegnato ogni singolo pannello e fregio. Uso la stampa 3d (resina e pla) laddove non riesco a riprodurre a mano o in legno quello che devo creare. Slimer ha richiesto molto studio perché non trovavo la giusta trasparenza con la resina. Ne ho stampati 15prima di trovare la quadra. Appena mi ha soddisfatta l ho dipinto solo per la parte della gengiva, dei dentini, e degli occhietti.
Quali sono state le sfide più difficili nella realizzazione della tua opera?
Ecco si le sfide difficili sono state due, come dicevo sopra ricreare uno slimer tutto mio che mi rendesse felice e motorizzare le due porte dell’ascensore
Come sai Slimer é il primo fantasma ad essere catturato dai nostri amati acchiappafantasmi guadagnandosi il suo nome come inzaccheratore e un posto nei cuori dei fan… ti piace questo personaggio?
Slimer non è che mi piace. Lo amo. Lo amo perché da piccina per me è stato iconico vederlo sullo schermo: bruttino goffo e un divoratore nato. É un personaggio geniale, non posso prescindere da lui.
Senza svelarci troppo… hai in mente altri progetti legati all’universo di Ghostbusters?
Si si, il prossimo sarà l’incontro nella biblioteca. Quando sono stata a New York, dall emozione, ho pianto appena mia moglie Chiara (che è dietro ad ogni mio progetto: ad esempio tutti i menù, le brochure colazione, le brochure eventi presenti nel mio Diorama li ha creati lei da zero) mi ha portata all’ingresso. Ero troppo felice ed in quel momento ho detto ok, farò anche questo diorama. E sicuramente anche qualcosa che riguardi il secondo film…
Hai visto i nuovi film della saga? Ti sono piaciuti e pensi possano esserci futuri progetti che li riguardino?
Se mi discosto dalla magia dei primi due, si onestamente mi sono piaciuti. Mi sono imposta di non fare paragoni. E la scena in cui viene scoperta la ecto-1 nel capanno garage beh mi ha incantata. Lavorando su commissione, qualora qualcuno dovesse volerlo, certo che posso lavorare anche sugli ultimi film. Non mi pongo limiti in questo senso.
Vanessa ti ringraziamo come sempre del tuo tempo e del tuo lavoro meraviglioso ma prima di salutarci vogliamo ricordare una carrellata delle tue opere ispirate a Ghostbusters ovvero “Il tempio di Gozer” e le tue incredibili “Firehouse” in scala 1:6 che vista con le Figure in scala É qualche cosa di veramente epico.
Ringrazio tantissimo chi ha trovato del tempo per leggere questa intervista fino in findo e ringrazio te Simone in particolare perché mi sostieni dagli albori, da sempre, io non mi dimentico.



























