
Dopo la presentazione ufficiale al Festival Internazionale dell’Animazione di Annecy, continuano ad arrivare nuovi dettagli su Ghostbusters: Night Shift, la serie animata prodotta da Netflix e Sony Pictures Animation che debutterà nel 2027.
Una recente intervista rilasciata dai produttori esecutivi Jason Reitman e Gil Kenan, insieme agli showrunner Ben Hibon ed Elliott Kalan, ha svelato la filosofia creativa che sta guidando il progetto, confermando come la serie rappresenti molto più di un semplice ritorno all’animazione.
Un mistero nato durante Afterlife
L’idea di Ghostbusters: Night Shift è nata mentre Jason Reitman e Gil Kenan stavano sviluppando Ghostbusters: Legacy e Ghostbusters: Minaccia Glaciale.
Secondo Reitman, tutto è partito da una domanda rimasta senza risposta: cosa è accaduto tra Ghostbusters II e gli eventi di Legacy?
Se Legacy racconta il destino di Egon Spengler e spiega perché abbia lasciato New York, resta infatti un vuoto narrativo di quasi trent’anni nella cronologia ufficiale del franchise.
È proprio in questo periodo che si inserisce Night Shift, ambientata nel 1994, riportando l’attenzione sulla storica Caserma dei Ghostbusters e raccontando una nuova squadra chiamata a raccogliere l’eredità degli Acchiappafantasmi.

Non una copia di The Real Ghostbusters
Nonostante il forte legame con la tradizione animata della saga, gli autori hanno chiarito che Night Shift non vuole essere un omaggio nostalgico a The Real Ghostbusters.
Ben Hibon ha spiegato che la serie è ambientata negli anni ’90, ma è stata realizzata con una sensibilità moderna.
L’obiettivo è mantenere la stessa continuità narrativa e lo stesso linguaggio cinematografico dei film live-action, senza imitare l’estetica dei cartoni del sabato mattina degli anni Ottanta.
Per questo motivo è stata scelta la computer grafica, che permette di utilizzare illuminazione, movimenti di macchina e atmosfere molto più vicine al cinema horror.
“Vogliamo riportare i fantasmi in Ghostbusters”
Uno dei concetti più interessanti emersi dall’intervista riguarda il tono della serie.
Gil Kenan ha raccontato che fin dalle prime riunioni il team aveva un obiettivo preciso: realizzare una serie realmente inquietante.
“Volevamo riportare i fantasmi in Ghostbusters.”
Secondo il regista, Netflix e Sony Pictures Animation hanno condiviso immediatamente questa visione, incoraggiando gli autori a spingere il più possibile sia sull’elemento horror sia su quello comico, senza chiedere di attenuare nessuno dei due.

Il difficile equilibrio tra paura e comicità
Jason Reitman ritiene che proprio questo equilibrio sia sempre stato il cuore della saga fin dal film del 1984.
All’epoca il pubblico si aspettava una semplice commedia con i protagonisti del Saturday Night Live, ma si ritrovò davanti un’avventura soprannaturale capace anche di spaventare davvero.
È esattamente quella formula che gli autori vogliono recuperare.
Reitman ha inoltre elogiato il lavoro di Elliott Kalan, affermando che le sue sceneggiature riescono a catturare perfettamente lo spirito di Dan Aykroyd e Harold Ramis, con lo stesso umorismo intelligente e quell’atmosfera “lovecraftiana” che ha reso unico il film originale.
Per Kalan, inoltre, la comicità funziona soltanto quando il mondo in cui si muovono i personaggi appare realmente pericoloso.
Più la situazione è inquietante, più le battute riescono a colpire.
Una serie per tutti… senza rinunciare alla paura
Gli autori hanno spiegato di non aver progettato Night Shift pensando a una precisa fascia d’età.
L’obiettivo principale è sempre stato quello di essere fedeli allo spirito di Ghostbusters.
Secondo Kalan, se una storia rispetta davvero il DNA della saga, riuscirà naturalmente a coinvolgere spettatori di tutte le età, proprio come accadde nel 1984.
Ben Hibon ha infine sottolineato come l’animazione offra una libertà creativa enorme nel rappresentare fantasmi, tensione e momenti horror attraverso immagini fortemente stilizzate, senza perdere il realismo emotivo della narrazione.

Un Ghostbusters più cinematografico che televisivo
Tutto lascia pensare che Ghostbusters: Night Shift non sarà un tradizionale cartone animato, ma una vera esperienza cinematografica raccontata attraverso l’animazione.
Una serie che punta a colmare uno dei periodi più misteriosi della cronologia ufficiale, riportando New York, la Caserma e soprattutto i fantasmi al centro dell’universo Ghostbusters.
Dopo quasi trent’anni di assenza dell’animazione ufficiale, il franchise sembra quindi pronto ad aprire una nuova era, mantenendo saldo il legame con i film e proponendo una storia pensata per conquistare sia i fan storici sia una nuova generazione di Acchiappafantasmi.
Fonte: What’s on Netflix / Ghostbusters News



