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Ghostbusters Venice Museum: quando la passione diventa memoria, storia e cultura

Ghostbusters Venice Museum: quando la passione diventa memoria, storia e cultura

Come anticipato durante la Ghost Week International 2026, abbiamo intervistato il nostro socio Roberto Scano del Distaccamento di Ghostbusters Italia APS Florence Ladder Center (e vicepresidente dell’associazione Gens Florentiae), ideatore e realizzatore del sito Ghostbusters Venice Museum, uno spazio dedicato alla sua collezione privata e alla sua grande passione per Ghostbusters.

In questa intervista scopriremo alcuni dei pezzi più significativi della sua collezione e i racconti che si celano dietro anni di ricerca, viaggi e dedizione.

Dalle visite alla Firehouse di New York agli autentici oggetti di scena utilizzati nei film, Roberto ci accompagna in un viaggio tra cinema, collezionismo e memoria storica, dimostrando come Ghostbusters possa diventare molto più di una semplice passione.

Come è nata l’idea del museo?

L’idea del Ghostbusters Venice Museum è nata dalla mia passione di una vita per la saga. Sono nato nel 1975, proprio l’anno della prima serie TV “Ghost Busters” (quella con la scimmia!), e ho vissuto il boom del film del 1984 da ragazzino. All’epoca è stato il mio primo “film da grandi”, visto ad un cinema che esiste ancora al Lido di Venezia. Nel corso degli anni ho iniziato a collezionare memorabilia da tutto il mondo: oggetti di scena, prop originali, pezzi firmati e rarità. A un certo punto la collezione è diventata così grande e curata che ho deciso di condividerla. Prima era solo per me e pochi amici, poi è diventata questo museo (per ora virtuale, ma con l’obiettivo di renderlo fisico). È un modo per preservare la storia del franchise e farla toccare con mano agli altri fan.

Crediti: ghostbusters.venezia.it

Qual è stato il momento in cui hai capito che Ghostbusters sarebbe diventato qualcosa di più di un semplice film per te?

Probabilmente quando, da adulto, ho iniziato a viaggiare apposta per New York e a passare ore davanti alla vera Firehouse (Hook & Ladder Company 8). Lì ho lasciato anche il logo del nostro museo tra le patch esposte nella caserma. In quel momento ho capito che non era solo nostalgia: era una vera e propria missione. Ogni volta che torno a salutare “gli amici della caserma” mi rendo conto che Ghostbusters fa parte della mia identità. È più di un film: è un universo che mi ha accompagnato da bambino a oggi. Come ricorderai sono stato anche in missione per conto di Ghostbusters Italia e della sezione Florence Ladder Center per i 40 anni del film, dove ho portato un piatto commemorativo, colore melma viola, molto apprezzato dagli amici della ladder.

Crediti – Roberto Scano

Tra tutti gli oggetti esposti nel museo, quale ti emoziona di più ancora oggi ogni volta che lo guardi e perché?

Sicuramente le miniature in scala ridotta di Slimer (una intera e una in posizione di volo), realizzate in lattice e schiuma per le riprese a distanza nell’hotel Sedgewick di Ghostbusters. Sono oggetti di scena veri, usati sul set. Ogni volta che li guardo penso agli artigiani di effetti speciali che li hanno costruiti a mano per far volare Slimer. È un pezzo che unisce artigianato, cinema e magia: mi emoziona sempre perché rappresenta il cuore “pratico” della produzione degli anni ’80.  Altri candidati fortissimi sono i palloncini originali usati in Ghostbusters II (con COA Hero Prop) o le maquette originali ILM di Slimer e dei fratelli Scoleri. Ma molti mi emozionano: poterli toccare e dire: questo c’era nel film, è una cosa che mi fa commuovere spesso. A questi aggiungo le decine di oggetti autografati, molti con dedica: sono oggetti che sento particolarmente “miei”, pezzi unici.

Crediti: ghostbusters.venezia.it

C’è un pezzo della collezione che ha una storia particolarmente difficile, curiosa o strana dietro il suo arrivo nel museo?

Sì, diversi! Uno dei più curiosi è il libro “The Great Book of Magical Art, Hindu Magic and Indian Occultism” del 1939 di L.W. de Laurence: un testo occulto vero che probabilmente ha ispirato alcuni elementi del franchise. Arrivare a reperirlo in edizione originale è stata un’avventura tra librerie antiquarie e venditori internazionali.

Un altro è il custom unico al mondo He-Man Ghostbusters, un pezzo 1/1 creato da “le maschere di Naoto”. la storia dietro è folle, tra scambi e commissioni speciali, e se pensi che in questi giorni esce il film nuovo di He-Man, beh penso sempre a questa unicità. O le puppet castings di Slimer dalla collezione di Stuart Ziff: pezzi storici del puppeteer che ha lavorato sul film.

Per altri invece ci sono degli aneddoti particolari, tra cui qualche pezzo “rubato” alle aste ad amici come Ciaffaroni, che in alcuni casi scoperto che ero io il vincitore, emulando Kirk con l’urlo di Khan, mi scrisse “Scanoooooooooooooooooooo”.

Crediti: ghostbusters.venezia.it

Qual è il ricordo più bello che hai vissuto grazie alla comunità dei fan di Ghostbusters?

Sicuramente i momenti alla Firehouse a New York, quando vedo altre persone da tutto il mondo che si fermano lì con lo stesso sguardo sognante. O le iniziative con Ghostbusters Italia, i fan film e gli eventi.  E tra i film ho supportato direttamente con contributi sia Real! dell’amico Edoardo Stopacciaro, sia Assoult on Florence, che mi ha fatto capire l’importanza di iniziative benefiche per i bambini, motivo per cui sarò in prima linea per il secondo film.

La comunità è incredibile: persone di ogni età che si uniscono per la stessa passione. Il ricordo più bello è probabilmente quando il logo del museo è rimasto esposto nella vera caserma dei Ghostbusters: un piccolo pezzo di Venezia (e dell’Italia) arrivato nel cuore di New York grazie ai fan, ma anche gli auguri per i miei 50 anni di Ernie Hudson e di Robin Shelby. Ma ogni giorno ci sono bei momenti, perché ghostbusters è una filosofia di vita.

Crediti – Roberto Scano

Secondo te, cosa rende  speciale il franchise di Ghostbusters?

È il mix perfetto di commedia, horror leggero e amicizia. Non è solo “caccia ai fantasmi”: è un gruppo di amici sfigati che diventano eroi, con umorismo newyorkese, satira e tanta umanità. Funziona perché è nostalgico ma sempre attuale, passa di generazione in generazione (dal 1984 a Afterlife e Frozen Empire) e unisce persone di tutto il mondo. Poi c’è la musica che è unica e chiunque conosce come il logo, le battute iconiche, Slimer… è un universo che ti fa sentire parte di qualcosa di più grande.

Crediti – Roberto Scano

Cosa pensi delle realtà come la nostra?

Penso che siano fondamentali. Senza la passione dei fan il franchise non sarebbe sopravvissuto così a lungo tra un film e l’altro. Realtà come Ghostbusters Italia, i fan film, i cosplay e i musei privati come il mio tengono viva la fiamma. Siamo noi a preservare la storia, a creare nuovi contenuti e a passare il testimone ai più giovani. È bellissimo vedere quanta creatività e amore ci sia in giro: dal virtuale al reale, queste comunità trasformano una semplice passione in qualcosa di concreto e condivisibile. Senza di noi, Ghostbusters sarebbe “solo” un film. Invece è una cultura viva.

Crediti – Ghostbusters Italia


Ringraziamo Roberto Scano per aver condiviso con noi la sua esperienza, la sua collezione e la passione che da anni dedica all’universo di Ghostbusters.

Fin dalla sua fondazione, Ghostbusters Italia si impegna nella tutela, nella divulgazione e nella valorizzazione del brand Ghostbusters in Italia, promuovendo al tempo stesso il lavoro, i progetti e le iniziative dei propri soci e degli appassionati che contribuiscono ogni giorno a mantenere viva questa straordinaria passione.

Rimanete sintonizzati per le prossime interviste dedicate ai protagonisti della comunità Ghostbusters italiana.

L’archivio completo delle interviste è disponibile qui.

 

Intervista a Renato Di Marcantonio “Assault On Florence – A Ghostbuster Story’”

Siamo felici di intervistare Renato Di Marcantonio, anima e mente creativa dietro “Assault On Florence – A Ghostbuster Story”, no profit – Charity movie realizzato dall’associazione Gens Florentiae che unisce passione, territorio e solidarietà.

Un progetto nato dal cuore dei fan, e capace di trasformarsi in qualcosa di concreto: il primo capitolo, proiettato al cinema a Firenze il 31 Ottobre 2023, ha realizzato il suo obiettivo di raccogliere i fondi necessari per l’acquisto di un microscopio specializzato (LEICA LMD6), destinato al reparto di emato-oncologia pediatrica dell’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze.

Un’iniziativa lodevole, che dimostra come la passione per Ghostbusters possa diventare un vero strumento di aiuto e supporto per la comunità.

Con Renato abbiamo parlato di passione, sfide e del futuro di questa avventura tutta italiana nel mondo degli Acchiappafantasmi.

Crediti Assault On Florence – A Ghostbusters story

 

Renato, partiamo dall’inizio: quando nasce la tua passione per Ghostbusters e in quale momento hai sentito che poteva trasformarsi in qualcosa di concreto come un fan film?

La mia passione nasce da quando avevo circa 8 anni, guardando al cinema il primo Ghostbusters.. E inevitabilmente fu subito amore.
Il destino poi è stato incredibile, questo perché studiando il mondo cinematografico nel 2020 ho iniziato durante il lungo lockdown a scrivere un soggetto per uno spin off sui Ghostbusters.
Una volta completata la scrittura ho sentito che poteva regalare emozioni, ai fan della saga e non solo.
Da quel giorno in poi ho iniziato a lavorare sodo per creare un team di produzione, in modo da trasformare questa folle idea in una realtà cinematografica.

Crediti Assault On Florence – A Ghostbusters story – il maestro Sergio Forconi

 

“Assault On Florence – A Ghostbuster Story” non è solo un progetto creativo ma anche solidale: quando avete deciso di legare il film alla raccolta fondi per la ricerca come nel caso del microscopio destinato al Meyer e cosa ha significato per te vedere il pubblico trasformarsi in un aiuto reale?

Contestualmente alla prima bozza di sceneggiatura di Assault on Florence nasceva la nostra associazione culturale Gens Florentiae, creata per sostenere dei progetti solidali.
Dopo poco è nato il gemellaggio con l’associazione “Girotondo per sempre” , che si occupa di raccogliere fondi per acquistare macchine medicali per l’ospedale pediatrico Mayer di Firenze.
Immediatamente abbiamo subito deciso con grande entusiasmo di legare il progetto Assault On Florence ad un progetto solidale del Girotondo per sempre.
Iniziata la raccolta fondi per la realizzazione del film abbiamo iniziato a ricevere piccole e grandi donazioni, addirittura anche dagli Stati Uniti, durante il Ghostbusters Day di New York.
Questo ci ha permesso di arrivare miracolosamente alla fase di produzione.

 

Il film nasce all’interno di una realtà come Gens Florentiae, con professionisti e appassionati del territorio: quanto è stato importante il lavoro di squadra e cosa ti ha insegnato questa esperienza, anche dal punto di vista umano?

Il lavoro di squadra realizzato da Gens Florentiae è stato davvero fantastico, tanta sinergia e amore per un bene comune.
In quel periodo è nata la grande famiglia che è tutt’oggi Gens Florentiae.

ECTO-NEWS!: DAL 1° MAGGIO 2026 SUL CANALE YOUTUBE GENS FLORENTIAE,
IL PRIMO CAPITOLO DI “ASSAULT ON FLORENCE – A GHOSTBUSTER STORY’”
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Durante questo percorso, hai avuto anche il supporto di Ghostbusters Italia: come hai vissuto questa presenza al tuo fianco e quanto è stato importante per la crescita e la visibilità del progetto?

Ghostbusters Italia è stata la nostra voce verso tutti i fan nazionali, e da tesserato Ghostbusters Italia non posso che provare un immensa gratitudine per questa importante realtà associativa; che sin da subito ha mostrato grande entusiasmo verso il progetto Assault On Florence.
Tutt’oggi è sempre al nostro fianco con amicizia, stima, passione e tanto affetto.

Crediti Assault On Florence – A Ghostbusters story

 

Portare i Ghostbusters a Firenze significa confrontarsi con una città unica, ricca di storia e identità: come hai adattato questo immaginario a un contesto così forte senza perdere lo spirito originale del franchise?

Firenze è sempre stata avvolta nel mistero e ricca di aneddoti che riguardano il mondo del paranormale. Ho subito avuto l’idea che Firenze si potesse legare perfettamente ad un nuovo gruppo di acchiappafantasmi, pronti a impugnare dei fucili protonici anni 80.

Crediti Assault On Florence – A Ghostbusters story

 

Dopo i risultati ottenuti con il primo capitolo, tra proiezioni e impatto benefico, state lavorando al seguito: cosa vuoi far crescere nel secondo film, sia a livello narrativo che nel messaggio che volete trasmettere?

Assault on Florence 2 è il capitolo conclusivo, e stiamo lavorando molto per alzare notevolmente la qualità artistica.
Siamo entusiasti nell’aver scritto una nuova storia che secondo noi può essere molto più avvincente del primo capitolo.
Vedremo uno sviluppo importante dei protagonisti, con l’obiettivo di sottolineare valori come fratellanza, coraggio e spirito di sacrificio.
Sicuramente questo rappresenterà per noi il progetto cinematografico più complesso mai realizzato fino ad ora; ma grazie all’esperienza acquisita precedente siamo fiduciosi di poter far emozionare nuovamente il pubblico che ha gradito tanto il primo film.
Ovviamente anche questo capitolo conclusivo sarà legato ad un importante progetto solidale, sempre affianco ai nostri fratelli del Girotondo per sempre, un progetto di cui parleremo approfonditamente più avanti.
Ci teniamo molto a sottolineare che Assault on Florence è un No profit – Charity movie, ad oggi il primo Ghostbusters film a scopo solidale al mondo.
Questo per noi è motivo di grande orgoglio, con la speranza che possa essere motivo di orgoglio anche per tutti i fan del franchise.

 

Intervista a Piero Castiglia, fondatore di Ghostbusters Italia Forum e  primo fan club italiano

Il 6 marzo 2006 nasceva sulla piattaforma ForumFree Ghostbusters Italia Forum.

Siamo felici di condividere l’intervista a Piero Castiglia, fondatore di Ghostbusters Italia Forum e  primo fan club italiano nato in un’epoca in cui i social network non erano ancora diffusi e la passione si viveva e si condivideva soprattutto attraverso i forum online e i raduni nelle fiere.

Sempre pronti a credere in Voi!

ENTRA NELLO SPECIALE: 20° ANNIVERSARIO! 2026 NASCEVA
IL FORUM DI GHOSTBUSTERS ITALIA

Intervista esclusiva ad Edoardo Stoppacciaro

Siamo onorati di intervistare Edoardo Stoppacciaro, attore, doppiatore, scrittore di talento, nonché grande amico e Socio dell’Associazione Culturale Ghostbusters Italia. Condivide la sua passione attivamente nel settore “Voice Busters” e collaborando in molte altre attività editoriali e associative. Fan appassionato della saga, Edoardo ha realizzato REAL! – A Ghostbusters Tale, un fan film che è una vera dichiarazione d’amore per il mondo degli Acchiappafantasmi. In questa intervista ci racconta sogni, sfide e il profondo legame con la nostra Associazione. Preparatevi a scoprire il lato più autentico e umano di un vero Acchiappafantasmi!

CREDIT: EDOARDO SPOPPACCIARO

Edoardo, sei un attore e doppiatore di talento, ma anche un grande fan di Ghostbusters. Quando è nata la tua passione per questo franchise e cosa significa per te?

La passione è nata insieme alla mia scoperta dell’esistenza del doppiaggio. Essendo nato nel 1985, ho “incontrato” per la prima volta gli Acchiappafantasmi nella loro forma animata, con la serie “The Real Ghostbusters”. Quelle avventure coloratissime, folli, irresistibilmente divertenti, hanno saputo da subito stregarmi e hanno insegnato a me, un bimbo timido e grassottello, che esistevano molti modi per affrontare la paura. Uno di questi era la conoscenza: hai paura di qualcosa? Studiala! Conoscila e impara a sconfiggerla. Un altro era l’ironia: con un pizzico d’incoscienza e dei buoni amici al proprio fianco, si può sempre trovare la forza di riderle in faccia, alla paura. E se impari a riderne, l’80% di ciò che ti terrorizza diventa subito più piccolo. Questo mi ha fatto istantaneamente innamorare dei Ghostbusters. Poi, anni dopo, ho scoperto che quei miei eroi dei cartoni animati avevano anche una loro versione in live action (come diremmo oggi), e in quella loro versione in carne e ossa, io ero in grado di riconoscerli nonostante il loro aspetto fosse così diverso dalle controparti animate, proprio grazie alle voci. Perché in Italia (e solo in Italia) i doppiatori del cartone animato erano gli stessi del film. Così mi innamorai anche di quella strana “magia delle voci” che mi permetteva di riconoscere l’anima dei miei personaggi preferiti. La passione per i Ghostbusters ha guidato più o meno consapevolmente la maggior parte delle mie scelte umane, artistiche e professionali. È amore per l’avventura, per l’ignoto, una costante ricerca dell’elemento immaginifico nascosto anche negli angoli più grigi della nostra realtà quotidiana.

CREDIT: EDOARDO SPOPPACCIARO

Oltre a essere un fan, hai realizzato un fan film intitolato “REAL! A Ghostbusters Tale”. Puoi raccontarci com’è nata l’idea e cosa ti ha spinto a realizzarlo?

L’idea è nata proprio quando ho scoperto che i “miei” Ghostbusters dei cartoni animati esistevano anche nel mondo reale. A quel punto, volevo – anzi, DOVEVO – diventare un Ghostbuster anch’io, e fin da bambino ho sognato di raccontare la mia storia di Acchiappafantasmi. Il sogno, ovviamente, si è presto scontrato con la grigia realtà di cui sopra, ed è rimasto semplicemente un sogno di bambino per decenni. Almeno finché, per il mio trentesimo compleanno, la mia fidanzata Sara (che adesso è mia moglie) mi regalò la replica di uno zaino protonico. A quel punto il sogno è esploso di nuovo in tutta la sua forza. Ho scritto un soggetto in pochi giorni, e in un paio di mesi ho buttato giù la prima bozza di sceneggiatura. L’idea era di girare una piccola cosa amatoriale tra amici (facendo l’attore, le conoscenze per mettere insieme il cast non mi mancavano). Un gioco, qualcosa da fare a tempo perso. E ci siamo ritrovati quattro anni dopo a girare un lungometraggio di un’ora e mezza con una troupe di quaranta persone e quasi altrettanti artisti di effetti visivi tra Roma, Milano e Vancouver.

CREDIT: MARCO TUDINI

 

Girare un fan film è sempre una grande sfida. Quali sono state le maggiori difficoltà che hai incontrato nella realizzazione di “REAL!”?

La prima difficoltà è stata dare alla nostra storia una forma che rispettasse la poetica degli originali, l’aria scanzonata, la voglia di non prendersi sul serio, ma anche tutte quelle tematiche più profonde che, soprattutto nel primo film, restavano sottese alla confezione di commedia perfetta: l’amicizia, l’abnegazione, il coraggio, il sacrificio. Poi, ovviamente, un’altra enorme difficoltà è stata tutta la parte relativa agli effetti visivi. Il nostro budget era a dir poco irrisorio per un film del genere, e molto spesso, quando contattavamo artisti anche sinceramente interessati al nostro progetto, poi quegli stessi artisti si trovavano di fatto impossibilitati a rispettare le scadenza perché erano al lavoro su progetti più grandi. Non ne saremmo mai usciti se non fosse stato per il lavoro indefesso del nostro supervisore agli effetti visivi Marco Tudini e per il magistrale coordinamento di Valerio Albasini Di Giorgio, co-sceneggiatore e VFX producer, nonché egli stesso Acchiappafantasmi di primissimo ordine. Molte volte abbiamo pensato di dover abbandonare tutto, ma puntualmente è arrivato qualche “aiuto dal cielo”, coincidenze molto particolari sempre in concomitanza di strane circostanze (il tema di Ray Parker Jr. che parte in filodiffusione al supermercato, un tizio in metro con un’enorme scritta “GHOSTBUSTERS” sui pantaloni della tuta, il logo “No-Ghost” sulla fiancata di un’auto incrociata per caso in tangenziale…). Accadevano queste cose, e al massimo in 24 ore il problema insormontabile si risolveva da solo. Ci piace dire che sono state delle strizzate d’occhio che il nostro amato Harold Ramis (alla cui memoria il film è dedicato) ci lanciava dall’alto per farci capire che, tutto sommato, la nostra banda di squinternati si era guadagnata la sua simpatia.

 

Nel tuo fan film hai voluto mantenere lo spirito originale di Ghostbusters o hai introdotto elementi personali e innovativi?

Lo spirito di Ghostbusters è tutto ciò che ci ha fatto venire voglia di raccontare una nostra storia. Per questo motivo, mantenerlo era uno dei nostri intenti principali. Ma che cos’era “Ghostbusters” ai suoi tempi? Era qualcosa di totalmente nuovo, un esperimento cinematografico senza precedenti. Per questo motivo, tentare di fare una copia carbone dell’originale sarebbe stato non solo impossibile, ma un vero e proprio tradimento di quello spirito che ci proponevamo di rispettare. Per questo motivo abbiamo voluto introdurre qualche nuovo concetto, come la presenza di fantasmi “buoni” (quando girammo “REAL!”, “Ghostbusters: Legacy” non era neanche lontanamente in programma). Anche spostare l’azione da New York a Roma ha imposto qualche adattamento. Per esempio, ambientando il nostro film in una città che ha millenni di storia alle spalle, sarebbe stato impossibile non attingere almeno in parte a tutto quel panorama mitico, esoterico e sovrannaturale che da sempre ammanta l’Urbe. Siamo partiti dalla Porta Alchemica di piazza Vittorio Emanuele, uno dei monumenti più misteriosi e suggestivi di Roma, e da lì abbiamo ricamato l’intera vicenda.

 

Ghostbusters Italia è una realtà molto attiva nella promozione della saga e nella realizzazione di eventi. Come è nata la tua collaborazione con l’associazione e cosa significa per te farne parte?

Mi sono affacciato al forum di Ghostbusters Italia nel 2013, quando avevo appena ricevuto il mio zaino protonico. Avevo voglia di condividere quella gioia immensa con persone che potessero capirla, e ho trovato amicizia, supporto, entusiasmo per quel mio percorso appena iniziato nel fandom. Ho ricevuto consigli e ho scoperto aspetti del mondo Ghostbusters dei quali non sapevo nulla. Oggi Ghostbusters Italia è una delle realtà più conosciute e stimate nella comunità internazionale di Ghostbusters, e posso dirmi onorato di farne parte. L’Associazione tutta (in particolare nella persona del presidente, GB Max – Massimo Piana) mi è stata accanto per tutta la lavorazione di “REAL! – A Ghostbusters Tale”. Ho avuto un supporto incessante, morale, emotivo ma anche pratico. Per me, poter indossare la divisa e lo zaino con quelli che negli anni sono diventati miei amici fraterni, è un’emozione che non accenna ad attenuarsi. Significa aver sempre voglia di incrociare i flussi, di arrivare per salvare il mondo. E questo è vero soprattutto quando abbiamo l’occasione di partecipare a eventi benefici.

CREDIT: GHOSTBUSTERS ITALIA

 

Hai avuto esperienze o aneddoti particolari legati al mondo di Ghostbusters, magari con altri fan o con personaggi legati al franchise?

In questi anni, soprattutto da quando è uscito “REAL!”, ne sono successe di cose. Durante la lavorazione, ad esempio, ho avuto la possibilità e l’onore di coinvolgere nel film alcune delle voci originali dei Ghostbusters: Mario Cordova (Egon), Cristiana Lionello (Janine), Melina Martello (Dana) e il compianto Sergio Di Giulio (Ray, la cui voce inconfondibile apre il nostro film). “REAL!” È poi stato anche un “ponte” per entrare in contatto con altri fan in tutto il mondo: abbiamo ricevuto messaggi di apprezzamento da diverse comunità di Ghostbusters, e alcune di queste hanno anche fatto parte del nostro film in una sequenza pensata proprio per omaggiare il fandom. Ma l’esperienza più assurda è stata poter regalare due copie del nostro film a Gil Kenan in occasione dell’anteprima di “Ghostbusters: Legacy” all’Auditorium della Conciliazione. Lui si dimostrò molto incuriosito dal progetto e sinceramente colpito dalla locandina creata dal nostro meraviglioso Marco Tudini.

 

Se potessi doppiare uno dei personaggi iconici di Ghostbusters in un nuovo progetto ufficiale, chi sceglieresti e perché?

Le voci storiche degli Acchiappafantasmi restano intoccabili, per me, ma in un recente ridoppiaggio di alcuni episodi della serie animata (e poi anche in una delle due scene post-credit di “Ghostbusters: Legacy”) ho avuto l’onore di doppiare Egon. Ecco, se dovessi scegliere, direi proprio lui. Oltre al mio amore per Harold Ramis che lo ha creato, è il personaggio che a parer mio meglio incarna lo spirito dell’acchiappafantasmi: una superficie analitica e apparentemente algida, dietro la quale si nascondono una totale follia e uno sprezzo del pericolo assolutamente eroico. Entrambi aspetti che sono stati splendidamente valorizzati proprio in “Ghostbusters: Legacy”.

CREDIT: GHOST CORPS

 

Nel mondo del doppiaggio hai dato voce a tanti personaggi, ma c’è qualcosa del modo di recitare degli attori originali di Ghostbusters che ti ispira nel tuo lavoro?

Beh, come ho detto, l’ispirazione è stata l’intero doppiaggio dei film originali. Sono stati doppiati negli anni in cui l’arte del doppiaggio era all’apice, secondo me. E gli attori e le attrici che hanno prestato la voce ai personaggi erano tra i più straordinari interpreti di quegli anni. Perciò sì, quei suoni, quelle intenzioni, quella verità, sono sempre una forte ispirazione quando sono al leggio.

CREDIT: GHOSTBUSTERS ITALIA

 

Ghostbusters continua ad affascinare generazioni di fan. Secondo te, qual è il segreto del suo successo dopo quasi 40 anni?

Il segreto è la stratificazione. Ghostbusters si presenta come un film divertente, dal ritmo incalzante, con sequenze che non disdegnano di sconfinare nell’horror e con effetti speciali che sono invecchiati molto bene. Tutto questo lo dota di una confezione estremamente fruibile. Vendibile, potremmo anche dire. Ma all’interno di quella confezione, che cosa c’è? C’è un racconto di amicizia, c’è la rivalsa di un gruppo di emarginati che alla fine salvano il mondo, c’è il coraggio di compiere l’estremo sacrificio semplicemente perché è la cosa giusta da fare. Ci sono i “buoni” che scelgono consapevolmente di compiere il bene, e c’è il “Cattivo” che invece priva le sue vittime del libero arbitrio possedendole e obbligandole a compiere il male per suo conto. E questi sono temi universali che troviamo dall’Iliade al Signore degli Anelli passando per l’Orlando Furioso e i Promessi Sposi. Sono temi che erano veri ottomila anni fa, che sono veri oggi e che saranno ancora veri tra altri diecimila anni.

CREDIT: LIVIA PALONE

 

Dopo “REAL!”, hai in mente altri progetti legati a Ghostbusters o al mondo del cinema e del doppiaggio? Possiamo aspettarci nuove sorprese?

In molti ci hanno chiesto di realizzare un sequel di “REAL!”, ma lo sforzo produttivo che sostenemmo all’epoca sarebbe impensabile da affrontare una seconda volta. Resta però la voglia di raccontare storie legate all’universo dei Ghostbusters. Per questo motivo, lo scorso anno, abbiamo prodotto quattro cortometraggi che trovate sul nostro canale YouTube: “Piani di esistenza”, “Siamo Acchiappafantasmi”, “Paranormal Explorers” e “Brivido Mortale”. Tutti insieme compongono un’unica storia che riflette su che cosa significhi davvero essere Acchiappafantasmi, e che collega le avventure di Ludovico, Davide e Simone (i protagonisti di “REAL!”) Agli avvenimenti di “Ghostbusters: Legacy” e di “Ghostbusters: Minaccia Glaciale”. I cortometraggi sono stati un progetto legato a doppio filo con Ghostbusters Italia e col Distaccamento Roma, dal momento che l’intera realizzazione di riprese, costumi e props è stata curata dai soci Emanuele Costa, Niccolò Poltronieri, Massimiliano Iemma e Simona De Lorenzi, e che quasi tutto il cast è socio di Ghostbusters Italia.

In futuro non ci dispiacerebbe tornare a indossare gli zaini protonici, ma per farlo dobbiamo trovare una storia che meriti di essere raccontata. Per quanto riguarda il doppiaggio, nel mio ambiente sanno tutti quanto questo franchise sia importante per me. Quindi, se per i prossimi progetti in arrivo (serie animate, film e chi più ne ha più ne metta) qualche direttore o direttrice di doppiaggio dovesse aver bisogno di un doppiatore appassionato che più appassionato non si può… E chi chiamerai?

Grazie di cuore a Edoardo Stoppacciaro per aver condiviso con noi non solo la sua esperienza, ma anche la sua passione, la sua dedizione e il suo spirito da vero Acchiappafantasmi. La tua storia è una fonte di ispirazione per tutti noi, un motivo di orgoglio per l’Associazione Culturale Ghostbusters Italia e per l’intera comunità internazionale di Ghostbusters.

 

“REAL! A Ghostbusters Tale” sarà incluso nella maratona internazionale dei fan film dedicata all’universo degli Acchiappafantasmi, prevista per l’8 giugno, in occasione del Ghostbusters Day: un evento celebrativo realizzato da Mike Sopronyi di The Real Ohio Ghostbusters, che coinvolgerà fan da tutto il mondo.

E non può mancare la GHOST WEEK INTERNATIONAL – 5ª edizione: Dal 2 all’8 giugno festeggiamo! Una settimana interamente dedicata al mondo degli Acchiappafantasmi!
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Restate connessi, seguiteci, e ricordate: “We’re ready to believe you!