Come anticipato durante la Ghost Week International 2026, abbiamo intervistato il nostro socio Roberto Scano del Distaccamento di Ghostbusters Italia APS Florence Ladder Center (e vicepresidente dell’associazione Gens Florentiae), ideatore e realizzatore del sito Ghostbusters Venice Museum, uno spazio dedicato alla sua collezione privata e alla sua grande passione per Ghostbusters.

In questa intervista scopriremo alcuni dei pezzi più significativi della sua collezione e i racconti che si celano dietro anni di ricerca, viaggi e dedizione.

Dalle visite alla Firehouse di New York agli autentici oggetti di scena utilizzati nei film, Roberto ci accompagna in un viaggio tra cinema, collezionismo e memoria storica, dimostrando come Ghostbusters possa diventare molto più di una semplice passione.

Come è nata l’idea del museo?

L’idea del Ghostbusters Venice Museum è nata dalla mia passione di una vita per la saga. Sono nato nel 1975, proprio l’anno della prima serie TV “Ghost Busters” (quella con la scimmia!), e ho vissuto il boom del film del 1984 da ragazzino. All’epoca è stato il mio primo “film da grandi”, visto ad un cinema che esiste ancora al Lido di Venezia. Nel corso degli anni ho iniziato a collezionare memorabilia da tutto il mondo: oggetti di scena, prop originali, pezzi firmati e rarità. A un certo punto la collezione è diventata così grande e curata che ho deciso di condividerla. Prima era solo per me e pochi amici, poi è diventata questo museo (per ora virtuale, ma con l’obiettivo di renderlo fisico). È un modo per preservare la storia del franchise e farla toccare con mano agli altri fan.

Crediti: ghostbusters.venezia.it

Qual è stato il momento in cui hai capito che Ghostbusters sarebbe diventato qualcosa di più di un semplice film per te?

Probabilmente quando, da adulto, ho iniziato a viaggiare apposta per New York e a passare ore davanti alla vera Firehouse (Hook & Ladder Company 8). Lì ho lasciato anche il logo del nostro museo tra le patch esposte nella caserma. In quel momento ho capito che non era solo nostalgia: era una vera e propria missione. Ogni volta che torno a salutare “gli amici della caserma” mi rendo conto che Ghostbusters fa parte della mia identità. È più di un film: è un universo che mi ha accompagnato da bambino a oggi. Come ricorderai sono stato anche in missione per conto di Ghostbusters Italia e della sezione Florence Ladder Center per i 40 anni del film, dove ho portato un piatto commemorativo, colore melma viola, molto apprezzato dagli amici della ladder.

Crediti – Roberto Scano

Tra tutti gli oggetti esposti nel museo, quale ti emoziona di più ancora oggi ogni volta che lo guardi e perché?

Sicuramente le miniature in scala ridotta di Slimer (una intera e una in posizione di volo), realizzate in lattice e schiuma per le riprese a distanza nell’hotel Sedgewick di Ghostbusters. Sono oggetti di scena veri, usati sul set. Ogni volta che li guardo penso agli artigiani di effetti speciali che li hanno costruiti a mano per far volare Slimer. È un pezzo che unisce artigianato, cinema e magia: mi emoziona sempre perché rappresenta il cuore “pratico” della produzione degli anni ’80.  Altri candidati fortissimi sono i palloncini originali usati in Ghostbusters II (con COA Hero Prop) o le maquette originali ILM di Slimer e dei fratelli Scoleri. Ma molti mi emozionano: poterli toccare e dire: questo c’era nel film, è una cosa che mi fa commuovere spesso. A questi aggiungo le decine di oggetti autografati, molti con dedica: sono oggetti che sento particolarmente “miei”, pezzi unici.

Crediti: ghostbusters.venezia.it

C’è un pezzo della collezione che ha una storia particolarmente difficile, curiosa o strana dietro il suo arrivo nel museo?

Sì, diversi! Uno dei più curiosi è il libro “The Great Book of Magical Art, Hindu Magic and Indian Occultism” del 1939 di L.W. de Laurence: un testo occulto vero che probabilmente ha ispirato alcuni elementi del franchise. Arrivare a reperirlo in edizione originale è stata un’avventura tra librerie antiquarie e venditori internazionali.

Un altro è il custom unico al mondo He-Man Ghostbusters, un pezzo 1/1 creato da “le maschere di Naoto”. la storia dietro è folle, tra scambi e commissioni speciali, e se pensi che in questi giorni esce il film nuovo di He-Man, beh penso sempre a questa unicità. O le puppet castings di Slimer dalla collezione di Stuart Ziff: pezzi storici del puppeteer che ha lavorato sul film.

Per altri invece ci sono degli aneddoti particolari, tra cui qualche pezzo “rubato” alle aste ad amici come Ciaffaroni, che in alcuni casi scoperto che ero io il vincitore, emulando Kirk con l’urlo di Khan, mi scrisse “Scanoooooooooooooooooooo”.

Crediti: ghostbusters.venezia.it

Qual è il ricordo più bello che hai vissuto grazie alla comunità dei fan di Ghostbusters?

Sicuramente i momenti alla Firehouse a New York, quando vedo altre persone da tutto il mondo che si fermano lì con lo stesso sguardo sognante. O le iniziative con Ghostbusters Italia, i fan film e gli eventi.  E tra i film ho supportato direttamente con contributi sia Real! dell’amico Edoardo Stopacciaro, sia Assoult on Florence, che mi ha fatto capire l’importanza di iniziative benefiche per i bambini, motivo per cui sarò in prima linea per il secondo film.

La comunità è incredibile: persone di ogni età che si uniscono per la stessa passione. Il ricordo più bello è probabilmente quando il logo del museo è rimasto esposto nella vera caserma dei Ghostbusters: un piccolo pezzo di Venezia (e dell’Italia) arrivato nel cuore di New York grazie ai fan, ma anche gli auguri per i miei 50 anni di Ernie Hudson e di Robin Shelby. Ma ogni giorno ci sono bei momenti, perché ghostbusters è una filosofia di vita.

Crediti – Roberto Scano

Secondo te, cosa rende  speciale il franchise di Ghostbusters?

È il mix perfetto di commedia, horror leggero e amicizia. Non è solo “caccia ai fantasmi”: è un gruppo di amici sfigati che diventano eroi, con umorismo newyorkese, satira e tanta umanità. Funziona perché è nostalgico ma sempre attuale, passa di generazione in generazione (dal 1984 a Afterlife e Frozen Empire) e unisce persone di tutto il mondo. Poi c’è la musica che è unica e chiunque conosce come il logo, le battute iconiche, Slimer… è un universo che ti fa sentire parte di qualcosa di più grande.

Crediti – Roberto Scano

Cosa pensi delle realtà come la nostra?

Penso che siano fondamentali. Senza la passione dei fan il franchise non sarebbe sopravvissuto così a lungo tra un film e l’altro. Realtà come Ghostbusters Italia, i fan film, i cosplay e i musei privati come il mio tengono viva la fiamma. Siamo noi a preservare la storia, a creare nuovi contenuti e a passare il testimone ai più giovani. È bellissimo vedere quanta creatività e amore ci sia in giro: dal virtuale al reale, queste comunità trasformano una semplice passione in qualcosa di concreto e condivisibile. Senza di noi, Ghostbusters sarebbe “solo” un film. Invece è una cultura viva.

Crediti – Ghostbusters Italia


Ringraziamo Roberto Scano per aver condiviso con noi la sua esperienza, la sua collezione e la passione che da anni dedica all’universo di Ghostbusters.

Fin dalla sua fondazione, Ghostbusters Italia si impegna nella tutela, nella divulgazione e nella valorizzazione del brand Ghostbusters in Italia, promuovendo al tempo stesso il lavoro, i progetti e le iniziative dei propri soci e degli appassionati che contribuiscono ogni giorno a mantenere viva questa straordinaria passione.

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