GHOSTBUSTERS II – Recensione dello score musicale

Inedite per trentadue anni, le musiche orchestrali di Randy Edelman arrivano per la prima volta nei negozi. Ghostbusters Italia le ha ascoltate e ve ne parla, in anteprima mondiale.
Seguendo la scia di rivelazioni sul sempre più vicino Afterlife, lo score musicale di Ghostbusters II (1989) composto da Randy Edelman ha fatto il suo debutto discografico per mano dalla Sony Classical, disponibile in Italia nella versione CD a partire dal 27 Agosto 2021 e in quella vinile, trasparente e rigorosamente “inzaccherata” di melma rosa, dal 10 Ottobre.
In qualche modo distante dagli standard hollywoodiani dei grandi classici, il suddetto riesce nell’intento di replicare, a modo proprio, quanto già degnamente raggiunto dalle musiche del primo capitolo della serie, accostandosi ai toni leggeri della commedia avventurosa e sostenendo egregiamente l’alternarsi serrato tra scene goliardiche e momenti di maggior tensione, senza rinunciare a quel pizzico di mondanità, alla natura brillante che pervade, serena e forse ancor più bizzarra, l’intero lungometraggio.

Di questa prima edizione, la prima cosa che sicuramente salta all’occhio è il numero “esiguo” di tracce contenute, per un totale di 16 disposte non seguendo l’ordine cronologico degli eventi narrati (si apre con A Few Friends Save Manhattan, la suite dei titoli di coda). La maggior parte dei brani sono sì presenti nella film, magari con un missaggio e una disposizione degli strumenti differente, altri sono vere e proprie variazioni o estensioni (A Baby Carriage Meets Heavy Traffic, In Liberty’s Shadow) delle arie che abbiamo solo in parte ascoltato alla visione, oppure inediti, tra i quali si annida più di un riferimento al tema di Ray Parker Jr. (One Leaky Sewer Faucet). A differenza dell’ultima ristampa dello score del primo Ghostbusters di Elmer Bernstein, dove le tracce furono disposte per venire incontro alla capienza massima dei quattro lati dei vinili e l’incoerenza narrativa faceva sentire il suo peso, qui a tutti gli effetti si ha l’impressione di trovarsi al cospetto di un album concepito e ragionato per definirsi tale, con un mood calibrato che riesce a unire con naturalezza i momenti di prorompente agitazione (He’s Got Carpathian Eyes, A Slime Darkened Doorway) a quelli di intima delicatezza (The Sensitive Side of Dana): tutto questo riguardo nei confronti della disposizione dei brani, nonché la presenza di incisioni a primo ascolto registrate per l’occasione, fa pensare che il disco sia stato confezionato per uscire proprio nel 1989, periodo nel quale gli score orchestrali, andando di pari passo con le proprie controparti pop/rock, stavano assumendo una certa importanza nel mercato discografico internazionale e di conseguenza ricevendo un trattamento equo, stimati e richiesti da un pubblico sempre più accorto all’aspetto musicale dei lavori cinematografici. Non siamo quindi davanti a uno score integrale, non sono presenti tutti i brani registrati per il film, ma è altrettanto chiaro che non sia questo lo scopo primario dell’album, così come pensato: totalmente coevo con il periodo di supposta ideazione, mira ad accompagnare l’ascoltatore in un viaggio coerente nel mondo di un’intera pellicola ripresentata al di là dello schermo, lontano dalla frammentarietà dei quei dischi rimpinzati di take ripetitivi, distaccati e tanto cari agli storici e ai collezionisti, qui a contare sono le immagini sonore e le emozioni, la cui elaborazione viene a maggior ragione lasciata nelle mani del punto di raccordo finale, l’ascoltatore, ma non senza il sapiente accompagnamento del narratore, di colui che ha quindi disposto le stazioni in modo tale da rendere il viaggio il più distensivo possibile. Raramente i titoli dei brani non corrispondono per intero alla sequenza musicalmente accompagnata (The Scoleri Brothers), ma questo aspetto, da non sottovalutare se si è in particolar modo abituati alla struttura dei concept album e ai suoi raccordi musicali, può considerarsi decisamente l’ennesimo valore aggiunto di un prodotto anacronistico, vero, ma che può consentire un’immersione mirata, meno macchinosa e più avvincente. La musica di Edelman, alle volte troppo coperta dalle rocambolesche occorrenze, qui risulta invece ritrovare il giusto colore e vivere di vita propria, passa da momenti di assoluta prominenza (Vigo’s Last Stand) a sprazzi di assoluta goliardia (Venkman’s 6th Ave. Strut, un pavoneggiante a là-Randy Newman che “diverrà” la prossima hit estiva di molti), in totale accordo come dicevamo con l’indole dell’opera filmica, tra scherzo e terrore. In conclusione, un piccolo gioiello rimasto in un polveroso dimenticatoio per troppo tempo, finalmente riesumato e libero di raccontare una bella storia così come non l’abbiamo mai sentita prima d’ora, che vi consigliamo di recuperare al più presto.

Andrea Persica

Ghostbusters, novità per il 36° anniversario italiano!

Lo scorso 31 gennaio è caduto il 36esimo anniversario dell’uscita italiana del film Ghostbusters, e la nostra associazione ha voluto raccontare tutto quello che c’è da sapere nel numero della fanzine che abbiamo pubblicato lo scorso giugno ed è ancora disponibile per l’acquisto. Abbiamo raccontato una epoca cinematografica molto diversa da oggi, dove i film non uscivano contemporaneamente nelle stesse città ma a cadenza settimanale in base alla nomina delle cosiddette città capozona: per questo uscì il 31 gennaio 1985 a Roma e due settimane dopo a Milano. Il film ottenne come sappiamo un successo clamoroso nelle sale italiane, complice una campagna pubblicitaria astuta che ritardò l’uscita in una stagione cinematografica meno affollata e con il lancio anticipato del disco di Ray Parker Jr., e le recensioni applaudirono l’inedita miscela commedia e horror, fedele alle vecchie farse americane degli anni ’40 e ’50. Scoppiò una vera Ghostbusters-Mania, nei villaggi vacanze si organizzavano le squadre di acchiappafantasmi e le magliette con il logo “No Ghost” andavano a ruba. Il nostro lavoro di ricerca, coordinato dalla Fondazione Eleanor Twitty, ha potuto ufficializzare la data di uscita italiana nei canali di informazioni online maggiori, dall’Internet Movie Data Base e Wikipedia, come sotto riportato.

Questo numero della fanzine possiamo considerarlo un numero speciale, da collezione, che racconta come la saga di Ghostbusters è giunta nel nostro paese, e oggi, nel 2021, siamo qui a celebrare con un importante anniversario, per certi versi più significativo del trentesimo del 2014 perché quest’anno giungerà il terzo film ufficiale, Ghostbusters – Afterlife (in Italia uscirà come Ghostbusters – Legacy), per la regia di Jason Reitman, che manterrà ancora viva la nostra saga cinematografica preferita. Insomma, questo numero è per far festa, e poiché c’eravamo, lo scorso dicembre 2019 è passato inosservato l’anniversario dalla uscita di Ghostbusters II – avvenuta 31 fa, nel dicembre 1989 – e abbiamo fatto ricerche anche su questo film. Doppia festa, insomma.

All’interno troverete riproduzioni di articoli dell’epoca.

E non è finita qui!
Nel sito da oggi abbiamo una nuova sezione dedicata a tutta la saga di Ghostbusters, dai film ai cartoni animati, con tantissime curiosità!

Se desideri ordinare la Fanzine di Ghostbusters Italia “Speciale dossier 35 anni Ghostbusters in Italia”
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