Batman con Bill Murray e Eddie Murphy? Poteva accadere!

È tornato alla ribalta un aneddoto che riguarda la carriera di Bill Murray e dei suoi numerosi e a volte clamorosi rifiuti di alcuni ruoli che hanno fatto la fortuna di altri attori. La cosa non dovrebbe stupirvi molto perché la storia del cinema è colma di storie così, ma leggere che Murray era stato uno dei primi attori considerati per fare Batman per la regia di Tim Burton vi ha sicuramente incuriosito. Dovrebbe, ma attenzione, nel 1989 anche Michael Keaton era una scelta strana: come Bill, anche Keaton aveva avuto passati trascorsi nel mondo della comicità, come stand-up e attore in film come Night Shift – turno di notte, Mister mamma e Beetlejuice – Spiritello porcello, e inserirlo in un ruolo così cupo fu per Burton una bella scommessa vinta.

Tuttavia, è sempre meglio fare un po’ di chiarezza.

 

Il New York Times, nel febbraio del 1989, rivelò che Murray avrebbe dovuto fare Batman prima che subentrasse Keaton, a riprese iniziate nell’ottobre 1988. Quello che non era stato ancora raccontato, è che il progetto risaliva al 1977, e negli anni il treno delle idee trascinò anche Ivan Reitman come regista di una versione quasi parodistica con Murray e…. Eddie Murphy. In una intervista recente a Yahoo, Murray ha spiegato: “Ne parlai con Eddie Murphy, e lui voleva fare il ruolo di Batman. Questo è quanto uscì da quella conversazione”. E Ha aggiunto: “Non voglio essere il ‘Wonder Boy’ di nessuno – ha proseguito Murray. Forse molto prima, quando ero un ragazzo. Ma negli anni ’80 era troppo tardi per quello. Inoltre, non potevo indossare quell’outfit. Eddie sta bene in viola, e io sto bene in viola. In rosso e verde, sembro uno degli elfi di Babbo Natale. C’era solo molta vanità coinvolta nella produzione. Non sarebbe mai potuto succedere”. Difficile immaginare che versione di Batman sarebbe uscita con una coppia così, né quanti sequel Bill avrebbe sopportato di fare, ma del resto neanche Murphy riuscì a partecipare a Ghostbusters, ricordate? E non perché non volle, ma semplicemente era impossibilitato, perché impegnato con le riprese di Beverly Hills Cop (a prova di quanto si è sempre detto, il film era in fase di pre-produzione quando le riprese di Ghostbusters erano terminate, e gli era quindi impossibile esserci). Murphy e Bill hanno invece in comune un altro clamoroso rifiuto: Eddie Valiant in Chi ha incastrato Roger Rabbit (1988). Ma mentre Murphy rifiutò volutamente il ruolo perché secondo lui, all’epoca, mescolare animazione con attori in carne ed ossa era, parole sue, “una stronzata”, il buon Bill, per il famoso “vizio” di non avere un agente, fu semplicemente impossibile da contattare. E dire che Spielberg lo voleva fortemente, e per la cronaca quando questa storia saltò fuori pare che Bill non l’abbia presa per niente bene.

Quando Ghostbusters non arrivò a Disneyworld

I visitatori del parco di divertimenti Walt Disney World Resort – più noto semplicemente come Walt Disneyworld, situato a Lake Buena Vista, in Florida – ricorderanno una attrazione per cinefili intitolata The Great Movie Ride nel celebre Disney’s Hollywood Studios: il tema principale era la storia del cinema, e fu aperto nel 1989. Nel percorso organizzato c’erano cimeli incredibili, dai costumi ai prop di molti film che avevano fatto la storia, e si attraversano ricostruzioni di set di film come l’Egitto de I predatori dell’arca perduta (1981), la giungla di Tarzan, il fantastico Mondo di Oz e così via. La domanda sorgeva spontanea: possibile che un film come Ghostbusters non venne preso in considerazione come parte del giro per i turisti? Ora che l’attrazione è stata chiusa nel 2017, potremmo non avere più risposta e invece molto recentemente il famoso canale YouTube Yesterworld Entertainment ha riportato nel suo profilo Twitter un progetto che rivela come Ghostbusters e Young Frankenstein di Mel Brooks fossero nel progetto iniziale del parco, per poi finire cestinati.

Nel progetto schizzato qui sopra, il film di Ivan Reitman era stato posizionato fra Alien e Indiana Jones, e si vedono Venkman, Spengler, Stantz, e Zeddemore combattere contro lo Stay Puft davanti il tempio di Gozer con i Terror Dog. E come mai il progetto non diventò mai realtà? Secondo Disney Wiki, due le motivazioni: Bill Murray si rifiutò di firmare per la concessione del suo personaggio, e gli Studi Universal soffiarono la licenza per aprire la attrazione Ghostbusters Spooktacular nel loro parco di divertimenti. In questa foto riportata da World of Universal, ecco gli attori principali:

A proposito, siete mai stati agli Studi Universal fra il 1990 e il 1996? Avreste visto questo spettacolo:

Bill Murray parla di “Ghostbusters: Afterlife”

Ospite in uno dei talk show americani più famosi, The View, Bill Murray è stato intervistato sulla sua carriera in occasione della promozione di un documentario di cui è protagonista, New Worlds: The Cradle of Civilization, e presto le domande delle conduttrici, fra cui la leggendaria attrice Whoopi Goldberg, si sono spostate verso Ghostbusters e Ghostbusters: Afterlife. Giustificandosi di non essere mai stato ospite del programma perché “Voi ragazze vi svegliate troppo presto! È così luminoso!”, Murray ha ricordato il peso dei proton pack del 1984 e lo sforzo fisico richiesto dal ruolo, spiegando: “Non è tanto lo scendere, è il rialzarsi che ti uccide. Se doveste fare il vostro spettacolo dal pavimento, voi ragazze sareste infelici!” Inevitabili le domande sul recente Afterlife per cui ha ripreso il suo ruolo di Peter Venkman dopo più di trent’anni. Murray risponde: “Mckenna era una bambola. È stata davvero fantastica e il regista Jason Reitman, il figlio del regista originale Ivan, ha fatto un ottimo lavoro e ha fatto un film davvero buono. Era diverso da quelli che abbiamo fatto, ma era buono. È stato molto più emozionante del nostro, ed è stato un film di successo. Ero felice per lui”.

Qui potete gustarvi il video

E a proposito di successo, il film ha raggiunto 194 milioni di dollari nel mondo, un incasso che potrebbe aumentare vista la breve uscita nelle sale in Giappone il prossimo 4 febbraio. Inoltre, Afterlife ha registrato qualche altro primato interessante, come il film digitalmente più visto in Inghilterra (in attesa che arrivi in UK in home-video il prossimo 31 gennaio), e in Canada, mentre è notizia di ieri sera che è entrato ufficialmente nella lista dei film che saranno giudicati validi per concorrere alla nomination all’Oscar 2022. Le votazioni si svolgeranno fra il 27 gennaio e il 1° febbraio, e l’8 febbraio saranno annunciate quelle ufficiali, pronte per la cerimonia di premiazione del 22 marzo. Ben 276 i titoli in corso!

“Ghostbusters Afterlife” nella short list per l’Oscar 2022!

Ieri l’Academy of Motion Pictures Arts and Sciences ha annunciato i candidati per la short list per le prime 10 categorie degli Oscar 2022, e sorpresa c’è anche Ghostbusters Afterlife! Come visualizzabile nella storia che la pagina Instagram dell’Academy ha pubblicato ieri, il film di Jason Reitman potrebbe essere candidato nella categoria dei Migliori Effetti Visivi. Curiosamente, nel 1985 anche il primo Ghostbusters fu candidato nella stessa categoria – assieme a quella della migliore canzone, con il famoso pezzo di Ray Parker Jr. – senza vincere.

La votazione per le candidature agli Oscar inizierà giovedì 27 gennaio 2022 e terminerà martedì 1° febbraio. Le nomination agli Academy Awards saranno annunciate martedì 8 febbraio, mentre la cerimonia di premiazione si terrà domenica 27 marzo. Non possiamo che augurarci che il film riceva la nomination e magari la prima statuetta meritata alla nostra saga preferita!

E a proposito di Oscar, sapevate che la Columbia Pictures promosse Dan Aykroyd e Harold Ramis nella categoria Miglior Attore non Protagonista e Bill Murray come Miglior attore protagonista nel 1985? (For Your Consideration è il nome con il quale si indica quella forma di campagna pubblicitaria organizzata dalle compagnie cinematografiche per promuovere un loro prodotto esaltandone le qualità, specie film in uscita o titoli o attori in concorrenza ai premi Oscar).

Purtroppo nessuna delle tre candidature fu presa in considerazione ma siamo in grado di riprodurre due delle tre promozioni pubblicate su Variety.

L’album inedito della famiglia Ghostbusters

Sull’onda dell’entusiasmo per la saga di Ghostbusters, Vanity Fair ha pubblicato un articolo con delle foto mai viste sul set di Ghostbusters del 1984 e di Ghostbusters II, del 1989. Sono scatti davvero belli, quasi intimi, con la presenza dei piccoli Murray, Ramis e Reitman.

Le prime fotografie vedono il piccolo figlio di Bill Murray, Homer, oggi ristoratore a Brooklyn. Homer era troppo piccolo per averne ricordi oggi, ma Jason ha detto: “Ricordo che Homer Murray era come il diavolo della Tasmania“. Da queste istantanee non fatichiamo a crederci! Jason chiede al padre Ivan durante l’intervista per Vanity, “Ti sembrava un set sicuro per bambini?? I set a volte sembrano parco giochi, a volte sono pericolosi“. Risponde Ivan: “Penso che questo sembrava più un parco giochi, perché era un grande spazio aperto. Voglio dire, non credo che fossero al sicuro sotto il lampadario quando l’abbiamo fatto schiantare sul tavolo, ma la maggior parte delle volte lo era“.

Si passa poi al set di Ghostbusters II: Jason non sta dirigendo Dan Aykroyd – questo sarebbe accaduto trent’anni dopo esatti – ma probabilmente stanno parlando di altro. Dietro lo zaino protonico di Dan c’è la tazza promozionale degli acchiappafantasmi, ricordate? “uno per famiglia!”

Su un altro set si vedono Ivan, Jason e Bill Murray guardare quelle che Jason ricorda essere come uno dei primi concept art di Vigo. Padre e figlio discutono su quello che era l’atteggiamento di Murray come improvvisatore perenne delle sue battute, alla ricerca di una colonna da seguire per migliorare la scena. Jason intuisce cosa intende papà Ivan, e cioè Murray costruiva la scena per ottenere una opportunità di scatenare la risata a suo favore.

“Qui”, dice Jason, “è dove è cominciata la mia ossessione [di diventare regista]”. A volte Ivan faceva finta di arrabbiarsi perché Jason non sembrava troppo interessato a quello che stessero facendo, e allora lo invitava a guardare dentro l’obiettivo.

Altra visitatrice sul set, Violet, la primogenita di Harold, in questo scatto fatto durante le riprese della scena del tribunale. Violet nel 2018 avrebbe poi pubblicato un libro di memorie poi edito da noi recentemente. “È un vero incrocio tra Harold e sua madre [Anne Plotkin], e ha un senso dell’umorismo adorabile e bizzarro”, ricorda Ivan. “Penso che avessero una relazione molto matura”. “Quando leggi il libro di Violet, hai un’idea di come fosse la loro relazione, padre in figlia”, dice Jason, che si è consultato con lei sulla sceneggiatura di Afterlife e sul modo in cui ha gestito l’eredità di suo padre come Egon. “L’ha chiaramente trattata come un’adulta fin dall’inizio. Questo è diventato parte del loro legame, ed è quello che vedo in questa foto. C’è chiaramente una vera amicizia lì”.

Ivan ha sempre ritagliato piccole partecipazioni alla sua famiglia: era Jason il bambino che diceva a Ray Stantz “Mio padre dice che vendete fumo e merda”, ma anche Catherine – oggi star della serie CBS Workin’ Moms – appariva in Ghostbusters II. Era la bambina la cui gioia era monitorata da Egon, nella scena che si concludeva con la sua frase, “Vediamo cosa succede quanto le togliamo il cucciolo”.

Una terza figlia, Caroline, era troppo piccola per avere una parte, ma sul set è giunta in un giorno davvero speciale. Ricorda Ivan: “Quella è la mamma di Jason, mia moglie, Geneviève, che dà da mangiare alla bambina. E quello è il giorno in cui è arrivata con in braccio quel bambino dal Nevada, dove l’abbiamo adottata”, dice Ivan. “È venuta direttamente sul set, che era agli studi di Burbank, per mostrarmi il bambino. Questo è il primo momento in cui ho avuto modo di vederla. Ovviamente, ha avuto modo di incontrare i Ghostbusters”.

 

Strepitosa anteprima di “Ghostbusters Afterlife” a New York!

Non ci sono altri termini per definire la anteprima di Ghostbusters Afterlife registrata ieri sera a New York alla presenza di quasi tutto il cast – mancava solo Finn Wolfhard – incluse le tre leggende Dan Aykroyd, Bill Murray e Ernie Hudson, i ghostbusters originali. I fan in grigio hanno effettuato un vero e proprio pellegrinaggio nelle location storiche della saga di Ivan Reitman, battezzata “New York City Ghostbusters Tour“, cominciata alle 13 a Castle Clinton National Monument, seguita dal National Museum of the American Indian, la mitica caserma Hook & Ladder 8, la New York Public Library, Columbus Circle, il palazzo al 55 di Central Park West, definita “Spook Central”, fino all’ultima fermata, al Lincoln Square, per l’AMC Bay Plaza Cinema 13, luogo della anteprima del film di Jason Reitman. Il red carpet è stato così diviso da Paul Rudd, Jason e Ivan Reitman, McKenna Grace, Carrie Coon, Logan Kim, Celeste O’Connor, più una lunga lista di invitati che includeva Aldis Hodge, Jeremy Sisto, Jaimie Alexander, August Maturo, Brett Gray, Naomi Watanabe, Will Buie, Meg Donnelly, Chloe Flower, Questlove. Era presente anche una delle Ecto1 utilizzate per il film. Non lo diciamo, ma un pizzico di invidia per i nostri colleghi newyorchesi ce l’abbiamo, giusto un pizzico.

Qui un filmato della serata.

Qui, invece, Aykroyd, Murray e Hudson si calano in un curioso siparietto, cantando tanti auguri al compianto Harold Ramis, poiché il 21 novembre prossimo avrebbe compiuto 77 anni.

Poco prima dell’anteprima, i tre attori sono stati ospiti in ben due show importantissimi, regalando agli spettatori un divertimento insolito, da vecchie volpi del palcoscenico e soprattutto vecchi amici, tipico quando i ghostbusters si riuniscono per ricordare i tempi andati.

Nel primo show, il Late Night with Seth Meyers, Dan ha affermato che tornare nelle vecchie uniformi e rivedere i vecchi amici è stato come tornare al fare il servizio militare, fra il cameratismo dei commilitoni e il richiamo come riserve, mentre Murray ha ribadito, scherzando, che è stato “doloroso, fisicamente e emotivamente, perché abbiamo dimenticato quanto fossero pesanti i frigoriferi che avevamo alle spalle per ore e giorni interi“. Seth Meyers ha ricordato con Murray e Aykroyd quanto fosse eccitante ma allo stesso tempo più normale girare il film a New York nel 1984 perché essenzialmente nessuno sapeva di questo film e, ricorda Murray, a volte capitava loro girare con la Cadillac senza preoccuparsi dei semafori – in puro stile newyorchese, afferma Bill – mentre la polizia, credendolo un mezzo di soccorso, faceva il saluto! Dan ricorda invece che giravano il film senza i permessi necessari, e la gente che è stata impressa sulla pellicola non erano comparse ma una folla di gente reale. Per Ernie, stare su un set di Ghostbusters è stato sentirsi come il vicino che si auto invita e afferra tutto il cibo sul tavolo, per poi mettersi a tavola composti. Ernie cita Harold Ramis come il collega che lo rassicurava di questa sua situazione, e Meyers ne approfitta per chiedere a Dan un ricordo di Harold quando scrivevano la prima stesura del film. Il ricordo di Dan è pieno di dettagli, forse troppi, e Murray taglia corto dicendogli: “E’ abbastanza ok, chiaro, è morto ormai!”. Murray ricorda di aver accettato di partecipare dopo aver letto una prima bozza di copione scritta da Dan e lunga 27 pagine, bozza che lui definisce come una delle cose più divertenti mai lette nella sua vita.

Nella seconda clip, dopo la pubblicità, Murray invita Dan a ballare sulle note del batterista Nate Smith. E Danny vola sulle proprie gambe, a quasi 70 anni di età, mentre Ernie e Bill se la ridono sotto i baffi. Murray ricorda di aver conosciuto Aykroyd ai tempi in cui Dan ballava con Rosie Shuster (Shuster è stata moglie del fondatore del Saturday Night Live, Lorne Michaels, e scrittrice per il programma nel periodo d’oro fino al 1980), “entrambi canadesi e molto pericolosi come ballerini, i peggiori mai visti in vita mia“. Parlando di fama, i tre attori riflettono che molte persone si fanno tatuare i volti delle persone famose, come quella volta in Spagna in cui Murray fu avvicinato da una persona in un campo da golf per fargli vedere il tatuaggio con la sua faccia. Aykroyd ricorda quando Murray fu la guida ufficiale per lui e i suoi colleghi di Toronto di Second City durante un gemellaggio con la sede di Chicago. Infine, Dan assicura che tutti coloro che andranno a vedere il nuovo Ghostbusters torneranno per vederlo ancora, “come ai bei tempi, perché è davvero buono come film“.

Al Tonight Show con Jimmy Fallon, la conversazione si concentra sul nuovo film e sul rapporto con Jason Reitman, autore, secondo Danny, “di un grande copione, ci siamo limitati a leggerlo, e dire ok, questo è il momento giusto per farlo“. Murray ricorda Jason bambino sul set dei due Ghostbusters come un “rompicoglioni”, perché, aggiunge Dan, “dirigeva anche allora“, segno che la curiosità del piccolo Reitman per il cinema era forte anche quando era in giovane età. Fallon chiede se si sono mai messi nei guai durante le riprese del primo film, e Aykroyd ha ricordato che una notte lui e Murray andarono a Central Park in sella a due biciclette rubate gridando come matti, disturbando tutti “gli ospiti” notturni, dai senzatetto ai pederasta. Ad un certo punto, Fallon ricorda che il palazzo in cui stanno girando lo show è lo stesso del Saturday Night Live, show dove Aykroyd e Murray furono le star dalla seconda metà degli anni Settanta al 1980, e gli ricorda quando Dan lo accolse come “il nuovo ragazzino” del cast, per fargli vedere il giardino “all’undicesimo piano”: chi scrive sa bene che la storia dietro l’11 si riferisce al piano nel quale tutti gli attori si rifugiavano per fumare erba (e anche altro..) e rilassarsi dai tempi molto serrati dello show. Quando Dan parla del ruolo del fantasma nelle commedie girate prima del 1984, e dell’invasione del genere esplosa subito dopo, Murray lo canzona dicendogli, “Dan, questo è uno show notturno [se continui a parlare] la gente pensa che appaia un numero in sovrimpressione fra poco“. Fallon ricorda ai tre attori quando il film aveva ancora un titolo provvisorio durante le riprese, perché “Ghost Busters” era stato già usato in un vecchio show televisivo negli anni Settanta, e mostra un ciak della scena dello spot dei ghostbusters in cui dicono “Ghost-Stoppers” e “Ghost-blasters”. Nell’intervallo, Dan ritrova lo spirito blues e comincia a cantare con la band.

Nella seconda clip, al ritorno dalla pubblicità, Aykroyd fa i complimenti a McKenna Grace e a Paul Rudd, “un maestro della comicità“, e al fantastico cast. Dopo aver preso in giro la madre di Paul Rudd che ha comprato tutte le copie di “People” che ha recentemente declamato suo figlio l’attore più sexy del pianeta, Hudson afferma che indossare di nuovo l’uniforme e rivedere i vecchi amici è stato quasi “spirituale, commovente“. Bill ha ribadito la fatica di indossare di nuovo i zaini protonici, meno pesanti di quelli di allora, ma comunque abbastanza per affermare che è stato lo stesso faticoso. Dopo aver mandato in onda la clip dell’apertura della trappola nel parcheggio dei bus, l’entusiasta Fallon congeda gli attori.

Bill Murray: Afterlife “trasmette le sensazioni del primo film”

La notizia arriva in occasione del Santa Barbara International Film Festival, nel corso del quale Bill Murray ha ricevuto il meritatissimo Maltin Modern Master Award per il suo contributo all’industria cinematografica.

Nel corso della premiazione, il comico è stato intervistato dal critico Leonard Maltin ed ha avuto modo di rilasciare delle interessantissime dichiarazioni che stanno appassionando gli amanti della saga degli Acchiappafantasmi.

Inizialmente, Murray ha ricordato il piacere di recitare al fianco di un talento come quello di William Atherton nel primo film:

“William Atherton, quel tipo è stato un cattivo spettacolare. Era così malvagio che si scaldava la stanza appena entrava. È stato davvero uno straordinario antagonista.

Incalzato poi da una domanda di Maltin, Bill ha ribadito che all’epoca di Ghostbusters II era molto riluttante all’idea di realizzare quel film, per il timore che venisse fatta un’operazione volta unicamente al ritorno economico. Ha riassunto così i momenti in cui il cast fu riunito e la produzione del secondo capitolo:

Ci hanno riunito tutti in una stanza, da quando era uscito il primo film non ci eravamo più visti tutti insieme ed è stato davvero divertente rivederci. Eravamo davvero uno spasso quando eravamo insieme. Eravamo tutti molto divertenti; Sigourney e Annie Potts erano donne spettacolari che facevano morir da ridere. Ci hanno riunito e ci hanno presentato un’idea per una storia che era davvero straordinaria e ho pensato “Porca miseria, possiamo farlo funzionare!”  Alla fine è finita per essere una storia diversa da quella che era stata scritta, ci hanno fatto girare il sequel sotto delle false premesse. Harold aveva avuto questa idea grandiosa, invece quando siamo arrivati a girare, io che ero stato altrove, non ricordo, sono arrivato sul set e ho detto “Ma che cavolo è questo?””

In sostanza, Bill ha così riassunto le varie controverse riscritture subite dallo script di Ghostbusters II che condussero dal primo draft di Harold Ramis al copione definitivo andato in scena. Anche per questo, Murray conferma di aver amato maggiormente il primo film:

“Ho probabilmente preferito il primo al secondo capitolo, solo perché arriva più direttamente e anche perché era più autentico, eravamo a New York ed era tutto su New York e abbiamo fatto davvero un casino nella Grande Mela per un paio di mesi, ci siamo divertiti un sacco in quella città.

Successivamente, Bill ha parlato dei film dedicati al franchise di Ghostbusters successivi ai primi due, citando anche Answer the Call e ricordandone il cast come straordinariamente divertente e incline ad una dirompente improvvisazione.

Murray si è poi espresso a proposito del nuovo film ambientato nell’universo narrativo delle prime due pellicole: Ghostbusters Afterlife. Le sue parole hanno emozionato i fan di tutto il mondo:

Mi ricordo che [Jason Reitman] mi ha chiamato e mi ha detto “Ho un’idea per un nuovo Ghostbusters. Ce l’ho da anni.” Ho pensato, “Che cosa caspita potrà essere?” Voglio dire, mi ricordo di lui [Jason] quando era ragazzino. Mi ricordo di essere stato al suo bar mitzvah. Ha avuto un’idea davvero meravigliosa che ha scritto con un ragazzo straordinario con cui ho lavorato, Gil Kenan, che ha realizzato il film Ember. Loro due hanno scritto un film di Ghostbusters che riporta davvero in vita le sensazioni del primo film. Più del secondo e di quello con le ragazze. Fra i quattro film realizzati, questo mi da delle vibrazioni diverse rispetto a quei due e penso che abbia davvero qualcosa di speciale.

Infine, incarnando pur sempre l’anima del dr. Peter Venkman, Murray non ha potuto fare a meno di rimarcare quale sia stata la più grande difficoltà del tornare in quei panni:

È stata dura. È stata davvero dura. Per questo penso che sarà bello, perché è stata dura. Noi abbiamo preso parte al film solo per un po’, ma è stato fisicamente doloroso. Voglio dire, lo avevamo già fatto in passato, ma indossare quegli zaini è estremamente scomodo, anche se rispetto a prima che avevamo delle batterie belle grandi ora ci sono batterie delle dimensioni di un orecchino, ma quella roba è molto pesante da indossare tutto il tempo.

Implicitamente questo ci dice che gli Acchiappafantasmi originali, per quanto presenti per una porzione più o meno ristretta del minutaggio di Afterlife / Legacy, torneranno effettivamente ad indossare gli zaini protonici e a combattere gli orrori indicibili che si celano sotto la cittadina di Summerville.

In chiusura, Bill Murray ha ammesso che secondo lui rimandare la data di uscita all’11 Novembre è stata una buona idea perché varrà la pena di godersi il film al cinema. E se lo dice lui, c’è assolutamente da fidarsi!

 

Fonti: Ghostbusters NewsDeadline.com

Annie Potts: “Elettrizzata di vedere il film tutti insieme”

Sapete, una delle cose che ho appreso di questo franchise, vedendo tanto i film che la serie animata, è che quando Janine Melnitz parla bisogna ascoltarla, perché rappresenta spesso la voce della ragione.

In questo caso mi riferisco alle dichiarazioni della adorabile Annie Potts che ha pubblicato sul suo account Instagram un messaggio: 

 

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Un post condiviso da Annie Potts (@thisisanniepotts)

La data di uscita è stata posposta all’11 Novembre 2021…
Anche se sono triste che la premiere sia stata rimandata, sono comunque elettrizzata dal fatto che insistano nel volercelo far godere TUTTI INSIEME in un cinema alla vecchia maniera (come mi mancano quei giorni). Varrà la pena aspettare, ve lo assicuro! Perciò vacciniamoci e mettiamo le mascherine così che possiamo tornare a uscire e a fare le cose che amiamo!

Con queste parole Annie Potts incita i fan a guardare il lato positivo di questa situazione: la lunga attesa si concluderà con la gioia di vedere il film con i nostri amici più cari, con le nostre famiglie, insomma con le persone con cui vogliamo condividere la passione per Ghostbusters.

Questo messaggio ci ricorda che arrivare ad un terzo capitolo cinematografico degli Acchiappafantasmi è stato un viaggio lungo e tortuoso ed è bello sapere che anche se la meta è distante qualche altro mese di cammino, ci arriveremo tutti insieme e la festeggeremo come merita.

Mi viene in mente un solo commento finale che sia appropriato e non è il mio: Harold Ramis disse che inizialmente non era convinto di voler includere la dinamica dell’infatuazione fra il personaggio di Janine e quello di Egon, ma che a fugare completamente i suoi indugi furono la dolcezza e il talento di Annie Potts.

Oggi credo che ne abbiamo avuto un piccolo assaggio anche noi.