In ricordo di Stephen Dane, “papà” della Ecto-1

Oggi sono sei anni dalla scomparsa di Stephen Dane, consulente attrezzista accreditato per Ghostbusters (1984) e Ghostbusters II (1989). Per dirla in parole povere, Dan Aykroyd fu la mente di tutto quello che circondava la parte tecnica degli acchiappafantasmi, ma il braccio fu Stephen, il cui contributo è stato riconosciuto in un secondo momento.

Per dare un’idea di quanto fu fondamentale per la progettazione delle attrezzature dei Ghostbusters, Mr. Dane ha aiutato la troupe a progettare il rivestimento interno ed esterno della Ecto-1 e della Ecto1-A, disegnando nel dettaglio tutto quello che riguarda l’attrezzatura sul portapacchi e ha supervisionato la verniciatura e varie acquisizioni delle parti esterne (scala, ecc.). Inoltre, Dane ha collaborato come consulente alla progettazione dello zaino protonico, della trappola, del “raccoglitore” per la melma, e dello Slime Blower. Quanto basta per meritarsi un nostro ricordo oggi.

Dane, nato nel 1941 e deceduto nel 2016, non aveva scampo, doveva lavorare a Hollywood: il padre lavorava nell’ufficio stampa della 20th Century Fox, la madre era un tre premio Oscar per i costumi. Si laurea nel 1961 alla University High School di Los Angeles mentre lavora part-time alla rivista “Life”, e prende lezioni come illustratore alla Douglas Aircraft Company, una delle maggiori compagnie aeree degli Stati Uniti che ha progettato durante la sua storia anche missili e velivoli spaziali. Successivamente ha preso altre due lauree, in lettere e in architettura. Avrebbe lavorato come architetto per tutta la vita quando nel 1973, cinque anni dopo aver cominciato la professione, decide di cambiare strada a fronte di una crisi del settore molto forte. Risponde ad un annuncio della Universal per nuovi progetti nel loro parco a tema, e l’ingresso nella industria gli ha permesso di lavorare come scenografo e art director in film come Blade Runner, Brainstorm – Generazione elettronica, La signora in rosso, Ritorno alla quarta dimensione, Balle spaziali e, ovviamente, Ghostbusters.

Nel dettaglio, come molti fan sanno bene, la lavorazione di Ghostbusters fu una corsa alla volpe senza precedenti: dall’okay della Columbia Pictures, nel maggio del 1983, Ivan Reitman aveva in calendario undici mesi di lavoro prima della sua uscita nel giugno del 1984. Le tempistiche erano quindi ridotte se si pensa che si partiva da una storia scritta da Dan Aykroyd poi rielaborata con Harold Ramis per tutta l’estate dell’83, alla fine della quale erano già iniziati i provini per gli attori, e il lavoro di preproduzione, prima di battere il primo ciak nell’ultima settimana di ottobre. Fra il copione definitivo e questo evento, passarono pochi mesi, se non settimane. È lo stesso Dane ad aver raccontato che ebbe solo sei settimane per portare a Reitman dei progetti sull’equipaggiamento abbastanza soddisfacenti per essere realizzati. Gli fu chiesta – esiste una data, 22 settembre 1983, quindi un mese prima del ciak iniziale! – una mano per lo zaino protonico, le trappole, e tutto il resto.

Alla fine, il lavoro di Dane si sovrappose con i suoi impegni, tanta era la roba da trovare. Si ispirò ad alcuni lancia fiamme per il proton pack, mentre per la Ecto-1, nonostante le indicazioni di Aykroyd per una Cadillac del 1959 fossero scritte in sceneggiatura, Dane andò al parco macchine degli Studi Burbank il 5 ottobre: scattò delle foto a tutte le ambulanze parcheggiate per tornare a casa e lavorare al design esterno e interno; il giorno dopo lavorò al proton pack con l’idea originale del lanciafiamme. Fino al 19 ottobre, giorno della spedizione della Cadillac da Los Angeles a New York, Dane ha lavorato senza sosta anche alla trappola. Dal 28 ottobre all’8 novembre, Dane era reperibile sul set per ogni rifinitura e migliorie sull’equipaggiamento e sulla Ecto-1.

Era così immerso nella lavorazione che trovò normale incrociare per le strade di New York la Ecto-1 con all’interno Aykroyd, Ramis, Bill Murray e Ernie Hudson mentre andavano a girare le scene al Municipio. Questo aneddoto lo raccontava spesso per la nonchalance con cui salutò loro con una mano, mentre Dan sfrecciava con una Cadillac del ’59, con un fantasma sullo sportello…

Per Ghostbusters II, Dane ha progettato il Giga Meter, il raccoglitore per la melma, e gli “Slime-Bower” (o spara-melma), e ridisegnato l’aspetto della Cadillac, trasformata in Ecto1-A. Nuovamente Dane si è interfacciato con Reitman e il copione, e per l’occasione ha utilizzato alcuni segnali di pericolo e avvertimento progettati per il precedente Blade-Runner.

Dane si era ritirato nel 2004, dopo aver lavorato a Squadra 49, per poi proseguire saltuari lavori come designer.

La sua figura è stata elogiata nel programma web Beyond The Marquee, registrata nel 2014, due anni prima che questo genio ci lasciasse. Una occasione unica, vedere Stephen Dane dentro la sua “creatura”. In quella occasione, Dane prestò alcuni suoi bozzetti originali al sito del programma,  più un prezioso calendario dei suoi appuntamenti che anche noi abbiamo citato, e che dettaglia cronologicamente come e quando lavorò al primo Ghostbusters.

La Ecto-1 di “Ghostbusters: Afterlife” in un museo!

Una interessante notizia arriva dalla California: uno degli esemplari di Cadillac, modello “Miller-Meteor, Futura Duplex” del 1959, utilizzata come Ecto-1 nel film Ghostbusters Afterlife, dal 12 marzo sarà visitabile nel museo di automobili “Petersen“, sito a Los Angeles, assieme a numerose altre auto “star” di alcuni film come la Delorean del 1981 dal film Ritorno al futuro, e da Black Panther, dalla trilogia di Men in Black, Termination: Salvation, Starsky & Hutch, e la Batmobile da Batman e da Batman Returns.

Dal comunicato stampa leggiamo:

“Star della nuova mostra la popolarissima Cadillac Miller-Meteor del 1959 soprannominata “Ecto-1,” originariamente resa famosa come veicolo di emergenza dei “Ghostbusters.” L’ambulanza così convertita è apparsa nei sequel del capitolo originale di successo del 1984, incluso il recente “Ghostbusters: Afterlife.” Nonostante come “Ecto-1” ha ricevuto diversi aggiornamenti nel suo aspetto, sarà mostrata nelle condizioni originali del 1984.”

Ecco una gallery:

Ghostbusters Afterlife: Ivan Reitman commosso dopo averlo visto

La notizia arriva direttamente da Empire, alleghiamo il link dell’articolo nella sua interezza perché molto interessante:

 Ghostbusters: Afterlife: Jason Reitman Says His Father Cried And Was ‘So Proud’ After Watching New Sequel

Estrapoliamo alcuni dettagli: Ivan Reitman, che da mesi ha scelto di ritirarsi in isolamento a causa dell’attuale pandemia, dopo aver preso tutte le precauzioni possibili si è recato ad una proiezione di Ghostbusters Afterlife in compagnia di suo figlio Jason, il regista e co-autore del film.

Questa è stata molto probabilmente la prima volta che Ivan vedeva il film completamente ultimato, e non una copia “work in progress”, dal momento che la post produzione del nuovo capitolo degli Acchiappafantasmi si è conclusa solo recentemente.

Nell’articolo, Jason racconta che Ivan, uscito dalla proiezione, si è commosso e gli ha detto di essere fiero di essere suo padre. Oltre ad aver rappresentato un momento di grande importanza e vicinanza per i due, questa notizia ha eccitato la fantasia delle migliaia di fan che attendono impazientemente l’arrivo di un nuovo trailer dopo quello rilasciato ormai un anno fa.

Eppure, colpo di scena, nello stesso articolo Empire ci mostra questa nuova immagine in cui sembra proprio che i tre protagonisti Phoebe (Mckenna Grace), Trevor (Finn Wolfhard) e…il personaggio interpretato da Logan Kim (il cui nome non è ancora stato rivelato), indossino delle uniformi molto familiari e molto fuori misura in questa foto. Cosa ne pensate?

 

Nell’intervista (che verrà pubblicata integralmente sul prossimo numero di Empire), Jason sottolinea come si sia impegnato a rendere il suo film molto spaventoso e ricorda che in un incontro con Steven Spielberg questi gli confessò che la trasformazione della bibliotecaria nel primo Ghostbusters rientra nella sua top-ten cinematografica dei momenti più spaventosi.

La signora Eleanor Twitty nella Top Ten dei momenti più spaventosi di Steven Spielberg

L’articolo di Empire si conclude ricordando che il film dovrebbe arrivare nelle sale inglesi intorno all’11 Giugno. Pur non essendo una conferma ufficiale, questo potrebbe voler dire che per l’uscita europea di Ghostbusters Afterlife la data resterà invariata, nonostante i timori di molti fan, dopo che la Sony ha recentemente posposto l’arrivo nelle sale di altri suoi film, come ad esempio Morbius.

 

Solo il tempo ci dirà la verità, ma se vogliamo davvero trovare un lato positivo ai rinvii subiti dall’uscita nelle sale del film di Jason Reitman, pensate questo: se la pellicola uscirà nel 2021, le parole che Paul Rudd pronuncia nel trailer:

Sono trent’anni che non si vedono fantasmi

potrebbero finalmente includere anche Ghostbusters The Videogame (che si svolgeva nel 1991) nel background canonico dei quattro ragazzi in grigio!

Segui gli approfondimenti di Eleanor Twitty Foundation

IL NOSTRO INCONTRO CON PAUL FEIG

Lo scorso 27 giugno il regista Paul Feig ha continuato il suo tour mondiale per promuovere il nuovo film di Ghostbusters passando per la città di Roma.

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Noi eravamo presenti, ed incontrarlo è stato sinceramente emozionante. La stampa accorsa ci ha immortalato con lui assieme alla replica della Ecto-1 – che anche lei sta facendo il giro dell’Italia per la promozione del film, seguita ovviamente dagli acchiappafantasmi… (a brevissimo le nuove date oltre quelle già confermate) – e questo è il resoconto della conferenza stampa tenuta alla Casa del Cinema (Parco Villa Borghese).
E nel caso ve lo stiate chiedendo, Mr. Feig è stato con noi molto gentile, affabile, elegante e sinceramente divertito e, cosa più importante in un certo senso, disponibile ad incoraggiarci con la realizzazione di fan-film dedicati a Ghostbusters: Federico Anzini e Edoardo Stoppacciaro, spalleggiato dal suo sceneggiatore Valerio Di Giorgio, hanno mostrato al regista americano alcune clip dei loro rispettivi film – Ghostbusters Italia e Real! – che lui ha accolto con sonore risate e, sorprendentemente, apprezzamento degli effetti speciali.

Mr. Feig ha risposto a domande di ogni tipo, alcune interessanti e altre inevitabilmente legate al film e alle polemiche scatenate ancor prima che lui e Katie Dippold (la co-sceneggiatrice) scrivessero una sola parola sul copione; sulla reazione negativa di molti fan di Ghostbusters è recentissima la dichiarazione di Ivan Reitman, regista dei primi due film. Secondo Reitman, è stata la nostalgia, rispettabilissima, che la misoginia o il sessismo, il motivo di tanta negatività.